Pietra di Luserna

La Pietra di Luserna, la cui estrazione è documentata dalla metà del XVII secolo, è stata usata come materiale da costruzione fin dai tempi più remoti, anche come elemento per muratura04

Inoltre ha avuto impieghi nobili come le pavimentazioni dei palazzi reali di Torino, Racconigi e Venaria Reale, per citare solo i più noti.

Altro impiego molto importante è la copertura a lose voluta dall’Architetto Alessando Antonelli per la Mole Antonelliana di Torino, nella cui struttura furono intercalate lastre, visibili anche oggi, tra i corsi di mattoni, allo scopo di dare maggiore solidità all’edificio che, al tempo della sua costruzione, era il più alto al mondo in muratura. Più in generale risulta che, nel periodo tra le guerre del XX secolo, il 90% delle scale e dei marciapiedi di Torino era in Pietra di Luserna.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa lavorazione tipica delle pietre di Luserna era, e parzialmente rimane ancora oggi, la spaccatura dei blocchi in lastre e la loro successiva riquadratura in prodotti da pavimentazione (lastre con bordi martellati, opus incertum con lati irregolari, cordoli da marciapiede, trottatoi, cunettoni, cubetti ecc…..) da costruzione vera e propria lastre da balcone, modiglioni, gradini, alzate, soglie, stipiti ed architravi, liste e tupure per la realizzazione dei muri, ecc…), da copertura (le famose lose da tetto) e da edilizia funeraria.

Dal punto di vista geologico la Pietra appartiene al Massiccio Dora-Maira e rappresenta il prodotto delle trasformazioni metamorfiche e strutturali alpine di un’originaria roccia magmatica di età tardo-ercinica, con chimismo leucogranitico. Petrograficamente le pietre di Luserna sono caratterizzate da tessitura piano-scistosa e struttura eteroblastica variabile da luogo a luogo, ma sempre con tendenza occhiadina per la presenza di porfiroclasti di microclino, che raramente raggiungono la dimensione del centimetro. La sua mineralogia consiste, oltrechè del K-feldspato (10-25% in volume), di quarzo (30-40%), albite (15-25%), fengite (10-20%), cui si associano in modeste quantità (in genere inferiori al 5%) biotite, clorite, zoisite e/o clinozoisite/epidoto. Oltre ai comuni accessori, rappresentati dai minerali opachi, titanite, apatite e zircone, ai quali possono localmente associarsi tormalina, carbonati e rara axinite, è caratteristicamente presente la flourite.